giovedì 4 febbraio 2010

"Sono stanchino"

Un tizio di Terni ha deciso di andare a trovare la sua ragazza, che sta a Cambridge.
Ha deciso di andarci a piedi, peraltro.
Qui c'è il blog.

mercoledì 3 febbraio 2010

Fabrizio de Andrè avrebbe scritto qualche dozzina di capolavori, su una storia così

No Morgan, non ti hanno teso nessuna trappola.
Mi sembra che sia andata così: tu hai strabordato in un'intervista promozionale, e il solito circolo del cucito non ha voluto deludere il parrucconismo sfrenato che ci si aspettava dalle teste che lo compongono.

Ma different davvero

Ho appena comprato questa maglietta:

The future is unwritten

Con il tipico sovrappiù di retorica inconsolabile che contraddistinge le sue ultime cose, Antonio Scurati ha scritto un pezzo sull'inquinamento, Milano e la nostra idea di futuro.
Il sindaco di Milano gli ha risposto.

martedì 2 febbraio 2010

Nobody can tell you "There's only one song worth singing"

Oggi, sulla ABC, va in onda la prima puntata dell'ultima stagione di Lost, la sesta.
Quel che è stato Lost negli ultimi anni, è facile da riassumere: il più grande e diffuso culto televisivo mondiale.
Le prime stagioni di Lost erano baciate da una scrittura pazzeschissima e dall'allestimento di un cast molto esteso e carismatico. Le puntate erano zeppe di roba, strati su strati di roba, di metafore e allegorie di circa centonovantamila aspetti della società contemporanea. Al tempo stesso, la concezione del racconto tutto decostruito e sbozzato produceva misteri ed enigmi appassionanti e tirascemo, che gli spettatori recepivano con mandibole scollegate dalla bocca e occhi rimbalzanti sul pavimento. Solitamente poi, la soluzione di uno di questi misteri otteneva effetti concretizzati in espressioni vocali tipo: "Aaaaaaaaaaaaah! Adesso ho capitoooooo!"
Almeno fino a tutta la terza stagione, la serie di quel mattacchione di J.J. Abrams ci ha regalato diverse mezzore di grandezza artistica davvero notevole.
Poi è arrivata la quarta stagione, un po' fiacca, che verso la fine ha saltato lo squalo (leggere qui per scoprire cosa significhi l'espressione).
Dopo la quarta, è arrivata la quinta, molto deludente.
La sensazione è che gli autori siano rimasti aggrovigliati a un intreccio che troppo raramente hanno ritenuto di dipanare, accumulando enigmi e porte aperte invece di chiuderle. Spesso, per di più, la soluzione di un mistero si rivelava per essere la matrioska di altri due: e allora mambo.
Anche a livello di genere, sono rimasti per molto tempo in sospeso fra l'horror, la fantascienza e il thriller cospirazionista, irrorando il tutto -e questo è normale- con qualche intrigo sentimentale.
E va bene l'ibridazione dei generi e il postmoderno e la ceppa di Roland Barthes, ma a un certo punto una svolta decisa e definitiva andava presa. Quando l'hanno presa, il certo punto era dalle parti di casa di dio.

Io e qualche amico mio abbiamo viste tutte e cinque le stagioni -io ci ho scritto anche un buon pezzo della mia tesi di laurea, su Lost e compagnia- e vedremo anche la sesta in liturgica compagnia, che i riti sono i riti.
Personalmente, parto molto scettico. Gli autori hanno troppa roba storta e poco credibile alle spalle, e una valanga di spiegoni da fornire al pubblico. Se tengono tutto insieme e non ci fanno esclamare un gregoriano, violento e rabbioso "Ma vaffanculo, va!" alla fine dell'ultimo episodio, è già un successo.
Altrimenti, sono stati formidabili per tre stagioni e vecchi amici pirla per altre tre: gente a cui ti affezioni, in ogni caso.

Qui sotto, quando Lost sembrava la cosa-più-incredibile-mai-vista-prima:

Another (not revolutionary) freaking MP3 player

E' molto bello leggere cose che confermano inappellabilmente la tua visione delle cose.

Se sei un determinato sostenitore dell'indeterminabilità del futuro e della totale esposizione all'errore e alla panzana di chi pretende di prevederne gli sviluppi e valutarne le caratteristiche esattamente ora e subito in modo definitivo, per esempio, ti diverti molto leggendo i commenti al lancio del primo iPod, anno 2001.

This is what they said:

iPoop... iCry. I was so hoping for something more.
Great just what the world needs, another freaking MP3 player. Go Steve! Where's the Newton?!
I still can't believe this! All this hype for something so ridiculous! Who cares about an MP3 player? I want something new! I want them to think differently! Why oh why would they do this?! It's so wrong! It's so stupid!
All that hype for an MP3 player? Break-thru digital device? The Reality Distiortion Field™ is starting to warp Steve's mind if he thinks for one second that this thing is gonna take off.
1. Not revolutionary. Big capacity mp3 players already exist. With Creative Labs' entrance into the firewire arena, future nomads will have similar specs and better prices.
2. A bad fit. This product is outside Apple's core competancy - computing devices. When many are calling for a pda, they release an MP3 player.
3. Without a future. This Christmas you will see mp3 players be commoditized. Meaning that the players from Korea will be way less expensive tha iPod. The real money is in DRM and distribution (ala Real Musicnet). If Apple were smart they would be focusing on high gross revenue from services rather than a playback device.

lunedì 1 febbraio 2010

Colui che salva un pianerottolo, salva il mondo intero

C'è modo e modo di raccontare il generico e raro disordine di un'abitazione, o una domenica pomeriggio di solerti sfacchinate casalinghe.
Questo è uno.

Ma come? Già te ne vai?

Non diciamolo ad alta voce, ma forse stavolta ci liberiamo della Binetti.

Cielo grigio su

Non so se essere più deluso dal fatto che al Pd si sia pensato di candidare Prodi come sindaco di Bologna, o depresso dal fatto che ha dovuto spiegarglielo Prodi, al Pd, che era una cattiva idea.

Stiamo impazzendo e tutto va bene

Ti svegli un giorno e il ministro diventa una figura eclettica, polifunzionale. Bertolaso lo faccio ministro. Senza complemento di specificazione. Ministro. Come panettiere, idraulico o postino.
Ministro.
Si può sapere ministro di che? Ma sì, adesso con ste domande... ministro.
E perchè?
Dopo quello che Guido ha fatto all'Aquila, farlo ministro è il minimo che possiamo fare.
Olè.

Ps: qui, hanno provato a ipotizzare quale ministero attenda Bertolaso.