venerdì 3 giugno 2011

Un giovedì sera in bicicletta, a Milano

Purtroppo il video non è un granché perché devo ancora scoprire come farli a schermo intero tramite iPhone, però rende l'idea di un nemmeno tanto casinista momento della critical mass milanese.
Il tizio con lo stereo incorporato alla bicicletta è naturalmente il capo dei capi del mondo.


mercoledì 1 giugno 2011

Ragione da vendere

In generale, non vado matto per le asserzioni laconiche e liquidatorie. Ma questa di Pisapia è davvero formidabile, punto e a capo:
Grillo talvolta parla senza conoscere la realtà.

martedì 31 maggio 2011

Dai, ma, cazzarola, soggetto, virgola, verbo, quello, no,

Che poi bisogna dirselo, a bocce ferme e testa fredda

Il palco di Pisapia ha mostrato come lo stanco, e ormai desueto, spirito degli anni Settanta si sia preso la rivincita sugli anni Ottanta (il bravo Massimo Gramellini oggi sulla Stampa ha preso un abbaglio colossale). Stormy Six e Radio Popolare. Lella Costa e Roberto Vecchioni. Dario Fo e Vittorio Gregotti. Umberto Eco e Gae Aulenti. L’Elfo e il Berchet. Studenti e signore della buona società. Genitori nostalgici dei loro vent’anni e figli allevati con il mito del Sessantotto.
Per errori, colpe e responsabilità degli avversari, a Milano hanno vinto i ventenni degli anni Settanta. Non quelli di oggi. E nemmeno quelli di vent’anni fa. Naturalmente i ventenni degli anni Settanta non sono più i rivoluzionari di allora. Sono moderati, non più maoisti. Sono rispettabili, non sono più convinti che il Pci abbia tradito la rivoluzione. Sanno di aver sbagliato tutto, allora. Sanno di aver perso. Sanno anche che è stato un bene che abbiano perso. Sono solo nostalgici dei bei tempi andati, quando erano giovani, liberi e pronti a fare la rivoluzione. Il ritratto della rivincita di una generazione nel dialogo di un film di Gabriele Salvatores: «Erano anni che non mi divertivo così». «Cos’erano?».«Erano aaanni».

E ora

Pensate alla destra milanese, a chi ha messo su la campagna elettorale della Moratti; a chi ha straparlato di BR nelle procure, di zingaropoli, di droga libera nelle strade; alla prima pagina di un quotidiano che ha parodizzato Pisapia con maglietta di Che Guevara e turbante in testa, ai ciellini; al video dei due leghisti sulla panchina, alla faccia di Formigoni e a tutto il repertorio di canzoni da chiesa nelle versioni peggiori. Pensate a tutto questo, e cantate in coro:

Saperla lunga

lunedì 30 maggio 2011

And I knew if I had my chance that I could make those people dance, and maybe they’d be happy for a while

Al Post, hanno messo online un articolo che racconta la storia di questo video:


E' uno dei più bei filmati che ho visto ultimamente.
Perché dal punto di vista formale è riuscitissima l'idea di farlo in piano-sequenza, senza mai interrompere la ripresa. Oltre che riuscitissima, suggerisce anche l'enorme impegno di fondo: questo tipo di realizzazione richiede che le migliaia di abitanti protagonisti siano state fin dall'inizio pronte in attesa del cameraman, e che al primo grosso errore si sarebbe dovuto ripetere tutto daccapo. (Se vi piace lo spunto di base, suggerisco due film che l'hanno messo in pratica efficacemente: Arca russa e Nodo alla gola.)
Perché American Pie è una canzone con una storia gigantesca di suo.
Perché Grand Rapids è una città di quasi 200.000 abitanti. E' grande più o meno come Brescia. E mi piace molto l'idea che una comunità così grande abbia investito tempo e passione per fare una cosa collettiva e goliardica, vivace e a suo modo impegnata. C'è addirittura una forma di senso civico, in questo video. C'è una forma di patriottismo, declinato nella sua accezione più libera da connotati politici: fare cose insieme ad altra gente in nome della comunità di cui si fa parte. Hai detto niente.

venerdì 27 maggio 2011

The best argument against democracy is a five-minute conversation with the average voter

Giovanni Fontana ha scritto questa cosa. Non so se ha ragione, però ha un buon argomento dalla sua. Questo:

Dopo la merdosa, nel senso di gettare merda, campagna elettorale di Letizia Moratti, come ha scritto Francesco, “Nessuna sconfitta potrà essere netta e umiliante come quella che si meritano”. Anche prendesse il 2%, come sappiamo che non prenderà, sarebbe troppo. Il passaggio successivo è un altro: questo è un test per misurare il buon senso delle persone, ma – di conseguenza – è anche un test per misurare la nostra fiducia nel buon senso delle persone. Chi è pessimista rispetto alle possibilità di Pisapia, necessariamente si porta dietro un pessimismo nei confronti degli elettori.

Così mi son chiesto: qual è il mio pronostico? E qual è il pronostico degli altri? È una sorta di scommessa sul decoro. Io metto il mio pronostico nei commenti, fatelo anche voi: poi faccio una specie di statistica e vediamo quanto ci siamo andati vicino.

L'idea di fondo è che una campagna elettorale come quella della Moratti, in qualche modo, vada al di là del bene e del male intesi in senso politico. Che anche un elettore di destra dovrebbe perlomeno -perlomeno- mettere in discussione il candidato per cui ha votato e lo schieramento per cui simpatizza, in ragione dei mezzi che ha utilizzato per conseguire i fini che si è prefissato. Che chiunque disponga di un senso morale -e non moralistico- dovrebbe andare a votare con gran calma, e tenendo bene in mente toni e contenuti della propaganda messa su dalla destra milanese. Ripeto: non so se ha ragione, ma un argomento ce l'ha. Quindi dico la mia: Pisapia 56% - Moratti 44%.

And the dreams that you dare to dream really do come true

Stasera, a Milano, c'è un arcobaleno molto bello.



mercoledì 25 maggio 2011

Life is a shit. And then you die

Fare benzina sulla strada del ritorno da Melzo, inserire 20 euro nell'apposita fessura e scegliere la pompa che non eroga carburante senza piombo, attendere 5 minuti un avventore a cui spiegare la situazione e recuperare i 20 euro, rinunciare una volta passati i 300 secondi, fare benzina alla pompa giusta, vedere arrivare una macchina a fare rifornimento a quell'altra quando ormai è troppo tardi, bestemmiare; tornare casa e accorgersi di aver devastato due gilet senza maniche in lana, per averli lavati in lavatrice -programma delicati- invece che a mano come ci si era prefissati la mattina stessa, bestemmiare; farsi un caffè e rovesciarlo tutto per terra, ustionandosi nel tentativo di salvare la tazzina dallo schianto, bestemmiare; sentire il doppio bippino che notifica la ricezione di un sms, non trovare il telefonino fino a quando si realizza di averlo messo nel frigo facendo il caffè, rinunciare alla bestemmia per sopravvenuta consapevolezza dell'incapacità odierna di stare al mondo in modo accettabile.
Mettere su i Sex Pistols perché la vita è una merda.