C'è questo giornalista di Perugia, Andrea Marinelli, che a un certo punto si è messo in testa di mollare la redazione in cui stava e andare negli Stati Uniti a fare il freelance. Siccome è bravo e si muove bene sulla rete, è riuscito a finanziare diverse cose che ha fatto tramite il crowdfunding. Col tempo al Corriere si sono accorti di lui e gli hanno aperto un blog in cui pubblicare gli aggiornamenti del viaggio che sta facendo ora. In questa fase si sta occupando prevalentemente di come è vissuta e percepita l'omosessualità, in previsione di una sentenza della Corte Suprema a settembre che riporterà il tema al centro del dibattito politico. Nel suo ultimo post racconta di quando ha incontrato Fred Phelps, pastore fanatico e destrissimo di cui avevo scritto qui un po' di tempo fa.
domenica 26 maggio 2013
lunedì 13 maggio 2013
Saltare i fossi per il lungo, reprise
Il giorno dopo il 13 maggio 2001 non ero ancora diciottenne. La coalizione di Berlusconi aveva vinto le elezioni il giorno prima. Tornato a casa, dissi a mia nonna, facendo un po' quello che si porta il peso della democrazia sulle spalle: "Quindi da oggi c'è la dittatura." Mia nonna rispose, per nulla scherzosa: "Guarda che io la dittatura l'ho vissuta davvero."
Da quel giorno mi misi in testa che per quanto detestabili fossero, Berlusconi e i suoi non c'entravano un cazzo col fascismo. Dodici anni dopo, ci sono persone che sono ancora ferme lì: a un minorenne che si porta il peso della democrazia sulle spalle.
venerdì 19 aprile 2013
"Proprio"
Volevo scrivere qualcosa a proposito della delusione e della rabbia che mi hanno suscitato ieri i dirigenti del Pd, ma poi mi sono accorto che l'ha già fatto Matteo Bordone parlando della tremenda foto che ritrae Berlusconi e Alfano in un saluto amichevole:
La cosa sconvolgente è che in queste ore nessuno – ne sono certo – nella dirigenza PD ha idea del disastro comunicativo rappresentato dalla foto qui sopra. Sono tutti presi da questioni politiche molto serie e complesse sia nella lettura che nella gestione, di cui non voglio né so parlare. Il punto che mi interessa è che non si stanno preoccupando di cosa significhi un’immagine come questa in termini di consenso. Quindi, essendo il 2013, è giusto che questi alfieri di strategie, equilibri, ragion di stato e sconfitte se ne vadano. E se arrivo a dirlo io, che di solito mangio i sandwich alla merda con serenità in nome della profondità macchinosa della politica, e addirittura apprezzo con sincera partecipazione la consistenza dei triangolini di pane, significa che è proprio finita.
mercoledì 27 marzo 2013
"Sorge il dubbio"
Qui c'è un bel post di Mario Seminerio a proposito del voto contrario del M5S sulla relazione del pagamento per 40 miliardi dei debiti che la pubblica amministrazione ha contratto con le imprese italiane.
giovedì 14 marzo 2013
"The last thing the Vatican needs"
Mi appassionano da tempo le posizioni perentorie e definitive su temi articolati e controversi, che per loro natura tendono a sottrarsi a chiavi di lettura univoche e categoriche. Fra queste, quelle che trovo più ridondanti e inutili alla comprensione delle cose sono le previsioni che sposano o il catastrofismo o il trionfalismo, senza grande cura per le vie di mezzo. E mi dispiace notare che, a proposito dell'elezione del papa, Slate vada un po' da quelle parti.
martedì 12 febbraio 2013
Forse con la macchina che produce terremoti...
Fra le tante storie di Topolino lette da me medesimo in versione pinella, ce n'è stata una di cui vi voglio parlare un po'. Cominciava con la delusione di Pippo che, dopo essersi organizzato per fare un pic-nic in campagna, si trovava invece costretto a rinunciare a causa del maltempo. Seccato e un po' imbruttito dal colpo di sfortuna che gli aveva rovinato la giornata, il cane smilzo se ne andò a dormire desiderando fortemente di poter disporre del governo personale degli andamenti climatici tutti.
E visto che Propp non era un cretino, durante la notte il nostro eroe dal muso lungo ricevette in dono da un aiutante (il dio del tempo: lodevole manifestazione di un'inclinazione politeista dell'albo) esattamente quello che aveva desiderato. Grazie a un anello o a uno scettro o vattelapesca, il mammifero dalle scarpe gialle divenne titolare dell'esorbitante potere di decidere le evoluzioni meteorologiche relative alla sua esistenza. Alla semplice espressione del desiderio, sarebbe corrisposta successivamente, in tutta la sua potenza, l'incontrovertibile realtà dei fatti. Naturalmente, la cosa avrebbe dovuto restare segreta a chiunque.
Tutto preso da entusiasmi facili e intensi, il simpatico dentone sperimentò inizialmente una specie di delirio d'onnipotenza: se aveva troppo caldo faceva nevicare, se non voleva uscire di casa scatenava il diluvio, se aveva voglia di una passeggiata comandava un bel sole e una brezza piacevole. Tutto lineare, semplice, bello come sembra e buono come deve. Che sarà mai.
Quello di cui il canide dalle lunghe orecchie ancora non era consapevole e che al tempo stesso stava per sperimentare, tuttavia, è che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. E poteri significa poteri, e responsabilità significa responsabilità. E così, dopo aver ascoltato una lamentela del suo socio Topolino dovuta al vento eccessivo, annullò immediatamente la corrente d'aria. In quella arrivò Orazio: lui sperava in un bell'acquazzone benefico per le verdure del suo orto. Senza dire nulla il cugino di Indiana Pipps lo accontentò, e dopo qualche secondo non poté fare a meno di udire Minni lamentarsi: aveva steso i panni da pochi minuti e ora li doveva ritirare per via dell'acqua. Dopo una serie di combinazioni incasinate come questa, l'alter ego di Superpippo non se la sentì più di proseguire. Tenere insieme le volontà di tutti era troppo difficile, le variabili in gioco gli scappavano continuamente di mano. Il dio del tempo allora tornò da lui, si riprese l'oggetto magico, salutò l'animale con un meritato Te l'avevo detto e tornò a fare il suo lavoro. Oggi, per esempio, ha rovinato il carnevale a un bel po' di ragazzini in Lombardia. Certi musi lunghi.
Avete capito l'antifona, già.
La vicenda insegnò al quadrupede antropomorfo -e pure ai giovani lettori dell'albo, si spera- che il mondo non è fatto a forma di un singolo individuo, non è un posto montabile e smontabile a piacimento come se fosse didò, che i nostri desideri non sono l'unica bussola di riferimento di cui tenere conto, che le convinzioni categoriche possono portarci fuori strada quando sono innescate da rabbia e frustrazione, che ci sono anche gli altri là fuori, che le cose sono complesse, che la società si muove contortamente per intenzioni e speranze divergenti, articolate, contraddittorie.
Ogni tanto, dai che sono arrivato al punto, Beppe Grillo e i suoi sostenitori mi sembrano lui, Pippo. Al Monte dei Paschi han fatto casino? Fondiamo una banca di stato. I sindacati paiono inefficaci e anacronistici? Confindustria bloccata da interessi prevaricanti? Aboliamo sindacati e confindustria. La disoccupazione è sempre più logorante? Stabiliamo un reddito di cittadinanza da 1000 euro per tutti. Le missioni dell'esercito all'estero sono in una fase di stallo o crisi? Li riportiamo tutti a casa. Che la banca di stato sia una soluzione che rischia di aprire ancora di più al clientelismo e all'asfissia economica, che l'abolizione di sindacati e confindustria sia già stata effettuata durante la fase autarchica del regime fascista con risultati disastrosi, che il reddito di cittadinanza sia un provvedimento costosissimo e in fin dei conti iniquo, che le missioni dell'esercito all'estero siano spesso indispensabili alla costruzione di ponti, ospedali e scuole, che tutto questo avvenga nello stesso mondo in cui vive il M5S, sembra non avere importanza. E per chi ce l'ha, è colpa della stampa e della Tv, che ormai oggi c'è la rete, siete morti che camminano, usate ancora la vecchia tecnologia.
Poi vediamo come va quando Grillo e i suoi arrivano in Parlamento, ma intanto metto qui per iscritto che la neve di questi giorni ha fatto un gran bene ai campi destinati alla coltivazione del grano in primavera. E a noi piace tanto mangiare la pastasciutta.
giovedì 7 febbraio 2013
Balle, nodi, pettini
Paolo Attivissimo è un giornalista conosciuto soprattutto per la sua attività di smontaggio meticoloso e documentato di notizie false, leggende metropolitane e teorie complottiste. Il suo blog è una miniera completissima consultabile per qualsiasi tema riconducibile alle panzane che circolano nel mondo: dal colore strano nel cielo di Oslo alla statuetta tirata in faccia a Berlusconi.
Per questo motivo, sono rimasto sorpreso dalla lettura del suo ultimo post:
Le case farmaceutiche truccano i risultati dei test dei propri farmaci, usando metodi paradossalmente legali per farli sembrare ben più efficaci e necessari di quel che sono in realtà. No, non avete sbagliato blog. Non siete finiti per errore su Luogocomune o qualche altra bettola di complottisti.
Insomma c'è questo libro, Bad Pharma, che raccoglie una quantità di dati completi e verificati su diverse mascalzonate anche criminali compiute da alcune aziende farmaceutiche. E però fermi tutti, dice Attivissimo alla fine del post: i fatti sono fatti e anche in questo caso i cospirazionisti vengono smentiti:
Se vi interessa saperne di più, il CICAP ha pubblicato una serie di articoli su Bad Pharma. Sì, il CICAP, quello accusato di essere al soldo delle case farmaceutiche, va contro le case farmaceutiche. Perché i fatti e il metodo d'indagine scientifico non guardano in faccia nessuno. Sia ben chiaro: tutto questo non vuol dire che la medicina e i farmaci non funzionano e che è meglio tornare agli stregoni o alla pranoterapia o ai sassolini magici. I rimedi alternativi non funzionano per niente (salvo un congruo effetto placebo): le medicine, invece, di solito funzionano. Ma per farle funzionare meglio e non farsi imbrogliare bisogna controllare e sorvegliare chi le fa e chi le vende. Senza eccezioni.
sabato 2 febbraio 2013
Il femminismo che invece è maschilismo
Un giorno discuteremo anche di ruoli e funzione dei banner a tema politico condivisi su Facebook, ma prima vorrei dirvi che da qualche giorno vedo questa cosa qui sui socialini e vorrei dire un paio di cose in proposito.
Un banner è un banner, e pretendere una qualche manifestazione di profondità e di elaborazione dei temi è probabilmente una cosa da ingenui. Però guardate che di tutti i modi in cui lo si poteva fare male, questo è il peggiore. Al di là dello schematismo strutturale della cosa, di scelte se ne potevano fare parecchie.
E quindi a sinistra abbiamo la condanna irreprensibile di un mazzo di gnocche in costume che ballano, probabilmente in discoteca, esibendo il culo. Belle, giovani, indipendenti, usano il proprio corpo liberamente e ci fanno dei soldi. Che brutte troie, eh, ma come si permettono?!
A destra, invece, le mani sante di una donna che con le sue mani sante si occupa di un uomo a letto con la febbre che ha tanto bisogno di quella mano santa sulla fronte. È la mano santa della fidanzata? Della moglie? Della sorella? Di un'amica? Non importa, basta che abbia un utero e che nel suo tempo libero si prenda cura dell'uomo che non sta bene. Pretenderà mica di guardare la tele o di uscire con le amiche, la zoccola? Ma per piacere: a casa, insieme all'uomo. Altro che antibiotici: mano santa.
Sta cosa che le donne rappresentino l'eccellenza è un argomento scappato di mano a un certo tipo di retorica femminista e ormai scivolato nel maschilismo più deteriore. Non bisogna stare nemmeno a ribadire che le donne fanno quel cazzo che vogliono (intanto lo faccio però, che furbetto): mi sembra più importante stabilire con fermezza, e la cosa è del tutto indipendente dal ballare in discoteca e decidere di darla al primo che passa di lì, che bisogna abituarsi a pensare che le donne possano fare anche schifo. Esattamente come gli uomini, vedete un po'.
(Poi se qualche lettrice ritiene di commentare per mandarmi affanculo, io sono qui, e magari ci spieghiamo meglio.)
"Dopo essere stati lungamente insultati in agosto per essere pregiudizialmente contro la società Inter, tocca a noi pulire il water e sprimacciare i cuscini."
Io non seguo molto il calcio, ma probabilmente lo seguirei di più se la maggioranza dei tifosi avesse lo stesso approccio scemo che ha questo collettivo di interisti. Basta vedere come commentano una stagione deludente e storta come questa:
Alcune ragioni per essere ottimisti:
1) Punto uno.2) Siamo ancora in corsa per tutti e sei i trofei: campionato, Europa League, Italia’s Cup, Supercoppa Europea, Italian Supercup e Meeting di Rieti con Zanetti.3) Schelotto si presta a ogni tipo di coro, come ben dimostrato di recenza nei commenti.4) Handanovic, Guarin, Juan Jesus, Cassano, Ranocchia, Milito, Pereira: non è forse l’Inter più forte di sempre? No perché fino a due mesi fa, se ne leggevano di ogni. Cosa sarebbe cambiato?5) Opinioni a parte, l’obiettivo numero uno di questo mercato era vendere Sneijder: mission accomplished. Con lui ci siamo liberati di quasi tutti gli stipendi “non proporzionati al rendimento“. Adesso finalmente abbiamo stipendi proporzionati al rendimento.6) Vedi punto uno.7) Ok, la storia dei cinesi con cui Moratti ha fatto delle foto era una comica, ma hey davvero non faranno una seconda serie di Last Resort?8) Balotelli è fortissimo ma assomiglia a James Dean in un aspetto cruciale: non se la cava benissimo alla guida.
venerdì 1 febbraio 2013
"Evolution could so easily be disproved if just a single fossil turned up in the wrong date order. Evolution has passed this test with flying colours."
Da quando è morto quel cranio di Cristopher Hitchens, Richard Dawkins è forse l'esponente più autorevole dell'ateismo militante. Di quella tendenza intellettuale, cioè, che combatte frontalmente la fede religiosa e il dogmatismo con gli strumenti razionali e logici della persuasione, del procedimento analitico, delle evidenze empiriche, del confronto dialettico.
Visto che recentemente mi sono reso conto di avere qualche buco sulla storia dell'evoluzionismo darwiniano, sto leggendo questo libro di Dawkins, che incidentalmente è uno dei più bravi divulgatori dell'opera scientifica di Charles l'ornitorinco. Lettura non facilissima, anche perché la sto facendo in lingua originale. Ma Dawkins alterna sapientemente passaggi tecnici e specifici a spiegoni per profani e digressioni leggere e accessibili.
Ho appena trovato online una conferenza in cui Dawkins legge qualche passaggio del libro e poi lo commenta. Dura un po' più di un'ora, ma stare a sentirlo è un piacere vero. Qui.
giovedì 24 gennaio 2013
"Non siamo mica all'osteria!"
Nella mia vita ho votato solo due volte alle elezioni politiche. Nel 2006 e nel 2008. Nel 2008 votai Pd e andò come andò. Nel 2006 votai Ds, il partito principale della coalizione che ha sostenuto il dimenticabilissimo governo Prodi. Come ricordano al Post, oggi sono cinque anni che è caduto: ricordo che c'era una diretta sul Tg4, ricordo l'eccitazione di Fede e soprattutto non dimenticherò mai gli sforzi encomiabili e fallimentari di Franco Marini a riportare un quoziente minimo di civiltà umana all'interno del dibattito al Senato:
La stravagante preferenza di dare retta a quelli in gamba
La cosa più fastidiosa e meschina della campagna del Pd durante le scorse primarie è stata la serie di illazioni a proposito di un futuro abbandono di Renzi in caso di sconfitta contro Bersani. Mentre il sindaco di Firenze non faceva altro che ripetere "Se perdo torno a fare il mio mestiere", molti suoi avversari dicevano e ripetevano cose come: "Se perde va a destra, se perde fonda un altro partito, se perde cerca un posto da ministro." La solita inclinazione insopportabile e in fin dei conti un po' ignorante di quelli che la sanno lunga, non li si frega, non ci credono nemmeno se lo vedono: date retta a un pirla.
E invece, guardate un po', la realtà dei fatti è che Renzi ha perso ed è tornato a fare il suo mestiere. Ieri sera, dalla Bignardi, ha detto cose come: "Bisogna votare il Pd, non c'è dubbio alcuno." o "Io spero che Bersani vinca." eccetera.
Lo segnalo così, come dato di buon senso comune.
Lo segnalo così, come dato di buon senso comune.
venerdì 18 gennaio 2013
"Django, The D is silent"
Cos'è e cosa non è l'ultimo di Tarantino: pareri personali.
È un film grosso, prodotto con un sacco di soldi, dura tre ore e non ti annoia mai, è molto -ma molto- divertente; non è un capolavoro, non è l'ennesima e geniale opera geniale di un genio geniale e genialmente visionario del cinema. (Si capisce che non ne posso più di sentir dire che Tarantino è un genio?)
È un evidente atto d'amore per il genere Spaghetti western, non è uno Spaghetti western convenzionale perché Tarantino ribalta i canoni riempiendoli con la sua estetica più consolidata: un po' di sangue, dialoghi sempre studiati e ricamati, personaggi sgangherati e sopra le righe ma al tempo stesso credibilissimi, un paio di sequenze surreali, Nouvelle Vague a buttare, citazioni e giochini vari. Per chi ama il cinema e adora farsi tirare dentro, è uno spasso.
È un film in cui i quattro attori principali recitano tutti perfettamente; non è un film in cui ci sono personaggi femminili rilevanti: c'è solo la bella principessa prigioniera nel castello del cattivo.
È un film con la solita e molto piacevole colonna sonora dei film di Tarantino, che apre omaggiando il film di Corbucci e chiude con un pezzo rap americano; non è un film in cui Morricone regala temi musicali memorabili.
È un film che non va mai davvero a fondo col tema del razzismo, ma nemmeno lo mette da parte: la storia dei fratelli neri è una costante che accompagna lo sviluppo del racconto senza mai impadronirsene, declinata in un sacco di modi diversi e facendo leva nella seconda parte sull'azzeccatissimo personaggio di Samuel L. Jackson.
È un film in cui Tarantino si assegna la parte più tarantiniana nella sua filmografia.
È un film che mi è piaciuto molto, tutto sommato: cose come Le Iene e Pulp Fiction non gli usciranno più, e che Tarantino stia proseguendo la carriera mettendo insieme giocattoloni come questo e Inglorious Basterds mi sta più che bene.
venerdì 11 gennaio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
No, ma dovresti proprio menartela di brutto
A proposito di quel che ho scritto ieri su Fini, leggo che il medesimo ha detto questa cosa sull'agenda Monti:
Mi piace anche sottolineare come i temi etici siano stati lasciati fuori dall’agenda di governo. Questa è quella laicità positiva tipica di altre democrazie, proposta da un uomo che gode di un apprezzamento considerevole Oltretevere.
giovedì 3 gennaio 2013
Tutti pazzi per Mary, beh, quasi tutti
Alle prossime elezioni, per quel che si sa oggi, ci saranno sette candidati alla presidenza del consiglio. Faccio qui una classifica stupidina andando dal più votabile al meno votabile, concentrandomi più sul candidato, con qualche considerazione in fianco. Trattasi di classifica stupidina: no analisi, no approfondimento, no rompere le palle, sì discutere di questo e quello.
1) Pier Luigi Bersani. Pur criticamente, parteggiavo per Renzi. Ha vinto Bersani, uno che in genere mi è sempre piaciuto. Mi piacciono meno alcuni di quelli che lo circondano nel Pd, mi piace ancor meno il tipo di legame che ci sarà con la CGIL e certamente non stravedo per Vendola. Però il Pd è l'unico partito credibile e strutturato che c'è in Italia; Vendola non è Bertinotti, non è Diliberto e da sette anni governa la Puglia con generale soddisfazione di elettori e osservatori. Ci sono questi, voto questi. Un secondo dopo averli votati, faccio altro e penso ad altro. Il voto mi caratterizza, non m'identifica. Fine.
2) Mario Monti. Stimo molto lui, stimo molto meno i partiti e i movimenti che lo sostengono. Detesto l'Udc e ho sempre diffidato dalla simpatia un po' semplicistica che molti di sinistra hanno nutrito per Gianfranco Fini. Fini è sempre stato un politico serio e credibile, certo, non è Berlusconi (e ci mancherebbe) ma credo di aver condiviso sì e no una manciata delle sue posizioni politiche. Il dato non è trascurabile. Che abbia cercato di far cadere il governo Berlusconi, fallendo, implica anche che nei 16 anni precedenti l'aveva sempre sostenuto. Poi c'è Montezemolo col suo movimento, che secondo me è composto anche da validissime persone come Andrea Romano, Irene Tinagli e Marco Simoni.
3) Oscar Giannino. Giannino è il numero uno, per certi versi. La sua è a tutti gli effetti l'unica proposta completamente liberale delle prossime elezioni. Io sono un ragazzaccio di sinistra e su alcune cose non sono d'accordo, ma la schiettezza e la coerenza del coniatore dello slogan "Stato ladro!" sono innegabili. Sembra avere le idee chiarissime su come sistemare l'economia italiana, non si esprime però su molti altri temi: dalla politica estera ai diritti civili. Chi segue Giannino conosce le sue posizioni, ma quelle della lista sono ancora un po' oscure. Però ha quel perverso fascino degli sfigati che un po' mi attrae.
Da qui in poi si fa veramente dura.
4) Movimento 5 Stelle. Non si sa ancora chi sarà il candidato. Le primarie che hanno fatto su Internet sono uno dei casi più spettacolari di farsa politica e di fallimento della democrazia diretta. Il loro programma è pressoché irrealizzabile (no: non come tutti i programmi, molto di più) e proietta una visione del mondo che sta fra l'infantile e il paranoico. Al tempo stesso però, il M5S è una roba nuova. Arriveranno in parlamento decine di persone che sono da sempre estranee con l'attività politica e chissà cosa succederà. Se non altro faranno casino e spariglieranno un po' di robe. Chi lo sa.
5) Antonio Ingroia. Non mi piacciono i magistrati che entrano in politica, soprattutto dopo aver combattuto dalla parte sbagliata in un delicatissimo conflitto istituzionale. Lui poi ha la caratteristica di essere sostenuto dalla parte peggiore dell'antiberlusconismo italiano. Sembra che si siano coalizzati per farmi un dispetto. Manettari retrogradi come Di Pietro e De Magistris più forze irrilevanti e massimaliste come i Verdi e la Federazione della Sinistra, ammesso che si chiami ancora così nel tempo che ci metto a finire di scrivere il post. Brividi.
6) Flavio Tosi. Fra i partiti più rilevanti in Italia, la Lega è secondo me il peggiore di tutti. Lui però (ma è il candidato? Ufficiale?) è uno abbastanza indipendente e risulta più estraneo ai fanatismi di Borghezio e Calderoli. Amministra Verona da diversi anni ed è considerato con rispetto anche dal Pd. Ma comunque non esiste nessuna buona ragione per votare Lega. Mai.
7) Eccolo qui: Silvio Berlusconi. Cosa devo aggiungere? Piuttosto di votarlo, a 'sto giro, voterei Lega. Fate un po' voi.
lunedì 31 dicembre 2012
"Potremmo dire che il vero Pd nasce oggi, e lo rifonda Bersani con la complicità del suo sfidante"
Penso da tempo che buona parte delle sorti dell'Italia coincidano con le sorti del Pd. Oggi è l'ultimo giorno dell'anno e secondo me l'articolo più azzeccato è questo.
martedì 18 dicembre 2012
Comunque
Pannella sta facendo lo sciopero della fame perché l'opinione pubblica concentri le sue attenzioni sulle condizioni disumane delle carceri, non su se stesso.
lunedì 17 dicembre 2012
All we are saying is give "Ripudio della guerra" a chance
Non so cosa stia dicendo Benigni della costituzione, ma se conosco i miei chickens prima o poi tirerà fuori l'argomento più parziale e farlocco su cui si basano tutte le posizioni pacifiste "senza se e senza ma" in Italia. Mi riferisco all'undicesimo articolo della costituzione, che molto frequentemente viene sbandierato esclusivamente nella sua formulazione iniziale:
L'Italia ripudia la guerra
L'articolo invece prosegue articolando e contestualizzando in che modalità e con quali deleghe alle organizzazioni internazionali è previsto l'esercizio del ripudio della guerra. E soprattutto spiega quale tipo di guerra l'Italia ripudia, aprendo il contenuto dell'articolo a qualche interpretazione in più rispetto al dogmatismo preteso dei vari movimenti arcobaleno:
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
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