mercoledì 3 marzo 2010

Come quietly to the camp

Jerry Brown (sì, quel Jerry Brown) ha deciso che vuole provare ancora a diventare governatore della California.
Commentando la cosa, Jello Biafra dice di aver rivisto qualche opinione, su di lui.

Perchè, perchè no

Se non fosse per la possibilità di votare uno giovane, bravo e intelligente come Pippo Civati, alle prossime regionali starei fuori.
Ma Pippo c'è, e lo voto volentieri.

Nei secoli fedele, ma nel frattempo faccio i cazzi miei. Problemi?

Lei, quella coerente di sani e buoni principi cattolici, lei di destra ma di destra veramente, lei che il femminismo, lei che il Pdl non è abbastanza di destra, lei che l'islam e il burqa, lei che Berlusconi è ossessionato da me ma io non gliela dò, lei che gli ideali non si tradiscono, lei che -ah- il ventennio, lei che Fini è un vigliacco, lei che la coerenza, lei che prendersi sul serio è come respirare, lei che rivendica con orgoglio anche quella volta in cui comprò il pane e le mele al mercato; lei da ieri fa parte del nostro governo, e in questo è democristiana e arrivista come altri mille, non sa nemmeno cosa significhi aderire a una linea politica, però mentre non lo sa indossa gonna e tacchi.

lunedì 1 marzo 2010

Lyric lyrics

Come ogni primo lunedì di marzo, oggi, in Illinois, è festa nazionale. E' il Casimir Pulaski Day, si celebra -ding!- Casimir Pulaski.
Cavaliere polacco, nato nel 1745 e morto nel 1779. Dopo aver perso una guerra contro la Russia per il dominio della Confederazione Polacco-Lituana, fuggì in America.
Di là dall'oceano, diede una mano ai rivoluzionari e fece parte del loro esercito. Salvò la vita a George Washington e morì nella battaglia di Savannah. Tanto basta, detto fatto.

Nel suo disco dedicato all'Illinois, Sufjan Stevens ha scritto una canzone intitolata Casimir Pulaski Day.
Casimi Pulaski Day è un brano minimale e intimista, costruito su fraseggi di chitarre e banjo che ben si accompagnano ai cori femminili in sottofondo, oltre che alle ripetizioni di immagini presenti nel testo.
E appunto, il testo.
Intanto, è uno dei più belli che abbia mai letto.
Inoltre.
Il racconto inizia a cose già fatte, una volta che il corso degli eventi è terminato. Già che sto studiando un po' di ste robe, vi dico che tecnicamente si tratta di una struttura a regressione analettica.
Si parla di un tema vecchio come il mondo, cioè della conciliazione della visione cristiana della vita con un'esperienza di dolore profondo.
Non c'è niente di moralista o dogmatico: c'è il punto di vista di un ragazzino, piuttosto confuso. E c'è una grande malinconia, annaffiata un fascino per i particolari di cui solo i grandi artisti riescono a restituire le grandezze. Come le magliette fini di Baglioni ma diversi miliardi di volte meglio, per capirci.
Sul tema della conciliazione, dato che Sufjan è un tipo intelligente, risposta non c'è, o forse chi lo sa.

Siamo alla fine di febbraio, insomma, e il ragazzino ha evidentemente una cotta per la ragazzina.
Inizia così, e alla terza riga arriva la fucilata:

Golden rod and the 4-H stone
The things I brought you
When I found out you had cancer of the bone

(Il golden rod è una pianta, il 4-H stone non si capisce bene: credo sia una specie di targa di un'associazione simile ai nostri boy scout.) Poi:

Tuo padre piangeva al telefono
E guidò la macchina fino al porto
Solo per dimostrare che soffriva

Al mattino, all'ombra della finestra
Quando ti è arrivata luce sulla spalla
Sono riuscito a vedere cosa leggevi

E la gloria, che il signore ci ha dato
E i casini di cui non riuscivi a fare a meno
Quando ti ho baciato sulla bocca

Martedì sera, alla lezione sulla Bibbia
Abbiamo alzato le nostre mani e pregato sul tuo corpo
Ma non è successo niente

Mi ricordo, a casa di Michael, nel soggiorno
Quando mi hai baciato il collo
E ti ho quasi toccato la camicetta

Al mattino, in cima alle scale
Quando tuo padre ha scoperto cos'avevamo fatto quella notte
E tu mi dicevi che avevi paura

E la gloria, quando sei corsa fuori
Con la maglietta nei calzoni e le scarpe slacciate
Dicendomi di non seguirti

Domenica sera, mentre riordinavo casa
Ho trovato il biglietto in cui l'hai scritto
Con le foto di tua mamma

Seduto sul pavimento, dopo che ci siamo detti addio
Con la maglietta nei calzoni e le scarpe slacciate
Sto piangendo in bagno

(Notare che è vestito come lei, quella volta che il padre)

Al mattino, quando infine te ne vai
E l'infermiera corre dentro a testa bassa
E il cardinale nordico sbatte contro la finestra

Al mattino, all'ombra della finestra
Il primo di marzo, durante le vacanze
Mi è sembrato di vederti respirare

(E guardate che "Mi è sembrato di vederti respirare", cantato così, è una roba da rimanerci secchi)

E la gloria, che il signore ci ha dato
E i casini, quando vedo la sua faccia
Alla finestra, al mattino

Ultima strofa la metto in inglese, che tradurla è un casino:

Oh the glory when he took our place
But he took my shoulders and he shook my face
And he takes and he takes and he takes

venerdì 26 febbraio 2010

Instant karma's gonna get you

Ho assaggiato un pochino di Marmite, spalmato su un pezzettino di pane arabo. In contraddizione al claim pubblicitario del prodotto (Love it or hate it) dico che secondo me non è male.

mercoledì 24 febbraio 2010

Chissene

Poi discutiamo d'ingerenza e laicità quanto volete, ma qualcuno mi spiega perchè una notizia così dovrebbe essere l'apertura del sito del più venduto quotidiano nazionale?

martedì 23 febbraio 2010

Take these chances

Oggi, a La7, hanno fatto una cosa che raramente si era vista: un servizio che racconta delle date italiane di un ottimo gruppo americano poco conosciuto in Italia.
Una bella ventata d'aria fresca, in un ambito della comunicazione Tv dominato da Ramazzotti e U2.
Una delle loro canzoni migliori è qui sotto:


sabato 20 febbraio 2010

A proposito Gio, che fine hai fatto?

Fra i miei più attenti lettori, qualcuno si ricorderà dell'Unione. Secondo governo Prodi (SgP). Coalizione impastata, coalizione litigiosa. Mastella alla giustizia, efficacissima riqualificazione di una destra che sembrava morta, sensazioni di sfarinamento, eccetera.
Qualcuno si ricorderà che prima di cadere definitivamente con la mozione di sfiducia e la mortadella in Senato e il mitologico "Non siamo mica all'osteria" indirizzato dal Presidente del Senato a qualche parlamentare pirla, il SgP ebbe un bell'inciampo anche l'anno prima.
Fu il casino relativo alla missione in Afghanistan, con Turigliatto e Andreotti che votarono nello stesso modo (ma per motivi diversi: era in discussione anche una leggiucchia sulle coppie di fatto; allora Andreotti, l'amore omosessuale, il clero e via discorrendo).
Ecco, in quei giorni, chiacchieravo della cosa con un amico residente in Olanda, che mi disse di averne parlato anche con compagni di corso e amici nella terra dei mulini a vento, e di aver trovato difficoltà spiegando non tanto che era caduto il governo, ma che era caduto su un tema di politica estera.
In effetti, mi dicevo, all'estero i governi cadono molto meno frequentemente. E quasi mai per problemi legati alla politica estera.

Tutta roba venutami in mente leggendo stamattina che il governo olandese è caduto per posizioni inconciliabili sulla prosecuzione dell'intervento militare in Afghanistan.

venerdì 19 febbraio 2010

Perchè sul Candide di Voltaire, mica c'è scritto niente di simile

Un padre accoltella la figlia, la uccide e la seppellisce nel giardino di casa. E' un fatto, verificatosi nell'agosto 2006.
Reo confesso, il padre viene condannato in primo grado a 30 anni di carcere. Altro fatto, verificatosi nel dicembre 2008.
Altri fatti: padre e figlia (Hina) sono musulmani. Lui parecchio, pare, al punto da litigare spesso con la figlia per la sua decisa volontà di condurre una vita "occidentale", scegliendo di fare dell'islam una ragione di spiritualità, non di vita. Per capirci: Hina aveva tenuto nascosto alla famiglia di avere un lavoro. E aveva una relazione con un ragazzo nonostante la sua famiglia ne avesse già scelto un altro (da sposare) per lei. Già.
Leggo sul Corriere che il tribunale di Brescia ha depositato le motivazioni della sentenza, secondo le quali Hina non fu uccisa per motivi religiosi, ma per «un patologico e distorto rapporto di possesso parentale».
Io non so, non sono esperto di 'sta roba, sono anche pronto a essere smentito.
Ma mi sembra evidente l'inutilità del dribbling tentato dalla magistratura. Da dove diavolo deriverebbe infatti, questo rapporto patologico, se non da un'aderenza totalizzante e fondamentalistica alla fede islamica e ai contenuti dei suoi testi sacri?