venerdì 12 febbraio 2010

Diciotto mesi

Se vi chiedessero per quanto tempo può sopravvivere un pollo senza testa, cosa rispondereste?
Ecco. Sì. Bravi. Certo. Sì.
Anzi, no.

Letta sul Libro dell'ignoranza.

giovedì 11 febbraio 2010

E la moviola la domenica in Tv

Ieri sera, sono stato parecchio male. Mi si è infiammato il trigemino. Mi è venuto un super mal di testa, ho vomitato parecchio.
Peccato, non solo perchè non ho potuto andare in radio, ma soprattutto perchè mi sono perso l'ultima puntata de "Il più grande italiano di tempi".
Qui ce n'è un buon riassunto, ne incollo una parte:

E' stupendo. Sgarbi ha appena dato del cornuto (sic) a Mughini. Mughini urla pure lui e poi si appoggia esausto alla scenografia. Tra gli ospiti c'è pure un altro noto moderato, Alessandro Cecchi Paone. Il dibattito si fa inquietante: la Pausini per Baudo deve essere contenta di essere tra i finalisti, visto che è l'unica vivente. Caos totale: c'è un tedesco con una voce indescrivibile, a cui Baudo si rivolge chiamandolo Sir perchè crede sia inglese. Secondo il tedesco Sanremo è una ciofeca, e Baudo per difendere la sua creatura cita il caso di Bocelli, che ha scoperto mentre cantava in una discoteca (eeh?).

Bella

With anyone, about anything

L'ottimo Giovanni Fontana sta portando avanti (recuperandola da questo tizio) un'attività molto divertente: recarsi in uno spazio pubblico, sistemare un tavolino, qualche sedia e poi passare il tempo parlando con chiunque, di qualunque cosa.
Peccato che domani sia a Roma: andrei volentieri a parlarci, se non altro per dirgli che un giorno lo copierò.


You talkin' to me?

Ha ragione Berlusconi: la par condicio è liberticida e assurda.
Ha torto Berlusconi: la par condicio è un vaccino necessario per contrastare un'anomalia di relazioni tra potere politico e potere mediatico.
Anomalia di cui lui, benchè sia piuttosto bravo nel fingere che no, è il principale protagonista e titolare.

mercoledì 10 febbraio 2010

Che poi va bene. Forse

Ormai, non riesco a rifiutare l'immagine di Fini che si sveglia, dà un'occhiata ai giornali e ripete una cosa letta su Repubblica.

Because the music they constantly play

Oggi, mi è arrivata a casa questa maglietta.

Me la sono regalata per natale. E' la maglietta dedicata a uno degli aneddoti più belli della storia del rock. (Il più bello, come spero voi sappiate, è quello che riguarda il portiere degli studi di Abbey Road che, nell'ultimo brano di Dark side of the moon, pronuncia le parole "There is no dark side of the moon really. Matter of fact it's all dark.")
La storia, più o meno, la sanno in tanti. Ma è talmente bella che la racconto un'altra volta.
Il 26 aprile 1986, Johnny Marr e Steven Patrick Morrissey (gli Smiths, insomma) accesero la radio, sulla BBC. Dopo un po' di chiacchiera, il dj Steve Wright riporta l'ultima notizia, fresca d'agenzia: è successo un casino alla centrale nucleare di Chernobyl, nell'URSS. Un casino serio, con morti e tutte le potenziali conseguenze del caso. Come un po' tutti quel giorno, Marr e Morrissey ci rimasero secchi. Paura, inquietudine. Panico.
Subito dopo l'annuncio della catastrofe, il dj passa I am your man degli Wham!. E magari lui non poteva farci niente, era già in scaletta e non puoi toglierla e il contratto con l'etichetta, ma insomma mette questa canzone:



La reazione di Marr e Morrissey fu piuttosto indignata. Una cosa tipo: "Ma come? Prima l'annuncio della catastrofe e poi la canzonetta appiccicosa?"
Dopo qualche giorno, la carogna passò e quel che ne rimase sublimò in un singolo pubblicato il 21 luglio di quell'anno: Panic.
Nel testo, se la presero molto col povero Steve Wright:

Burn down the disco
Hang the blessed DJ
Because the music that they constantly play

It says nothing to me about my life
Hang the blessed DJ

Because the music they constantly play

On the Leeds side-streets that you slip down

Provincial towns you jog 'round

Hang the DJ, Hang the DJ, Hang the DJ

Hang the DJ, Hang the DJ, Hang the DJ


E poi Panic, diamine, ha un tiro pazzesco.

venerdì 5 febbraio 2010

Inizia per "me" e finisce per "stesso"

Già che circola -ancora, ancora- la scuola del "Morgan fa passare un messaggio secondo cui drogarsi fa bene" liquido la questione con una domanda, e poi torno a studiare.
Se avessi un figlio e si facesse di crack perchè glielo dice Morgan (ma già a scrivere una causale del genere mi viene la dermatite), l'unica persona a cui attribuirei (una parte, o tutta, chi lo sa) colpa sarebbe?

E ditegli di no

Qualche giorno fa, al Corriere non sapevano come riempire una pagina, e hanno pubblicato questa cosa su Di Pietro. Un blogger ha provato a raccontare l'articolo seguendo il metodo Travaglio (e Di Pietro).

[...]
Il 15 dicembre del ’92 Di Pietro cenò in una caserma dei carabinieri di Roma con i vertici dei servizi segreti, con Bruno Contrada e con un rappresentante della Kroll, la più grande agenzia d’investigazione d’affari del mondo, giunto dall’America per consegnargli un premio. Di quella cena sono ora spuntate alcune foto. Nove giorni dopo Contrada sarà arrestato per mafia.

Perché, si chiederebbero Di Pietro e Travaglio, la cena è stata nascosta a tutti, compresi i magistrati di Milano e di Palermo? E’ mai possibile, insisterebbero Di Pietro e Travaglio, che l’allora paladino di Mani pulite non sapesse chi era Contrada, al centro di numerose inchieste già in corso all’epoca della suddetta cena?

In quei giorni Di Pietro non lavorava soltanto su Craxi, ma anche sulla Sicilia; e andò persino a Rebibbia con l’allora capitano De Donno per incontrare Vito Ciancimino. Ma dell’incontro non resterà traccia. Come mai?, domanderebbero Di Pietro e Travaglio. Fatto sta che, a sorpresa, Tonino interrompe ogni rapporto con la procura di Palermo (e con le indagini sugli appalti di mafia) perché dopo la morte di Borsellino “non mi ritrovavo – sono parole pronunciate nel ’99 al processo Borsellino-ter – nel metodo d’indagine degli altri magistrati”. I quali peraltro ignoravano gli incontri eccellenti del loro collega milanese.

È andata davvero così? Non ne ho idea. Di Pietro e Travaglio, invece, non avrebbero dubbi.
[...]

Via Francesco Costa.

Ok?

Il 26 marzo si scende per strada, si va da uno sconosciuto e gli si regala un libro: così il mondo diventa un posto migliore.