venerdì 12 febbraio 2010
Diciotto mesi
giovedì 11 febbraio 2010
E la moviola la domenica in Tv
Peccato, non solo perchè non ho potuto andare in radio, ma soprattutto perchè mi sono perso l'ultima puntata de "Il più grande italiano di tempi".
Qui ce n'è un buon riassunto, ne incollo una parte:
With anyone, about anything
You talkin' to me?
Ha torto Berlusconi: la par condicio è un vaccino necessario per contrastare un'anomalia di relazioni tra potere politico e potere mediatico.
Anomalia di cui lui, benchè sia piuttosto bravo nel fingere che no, è il principale protagonista e titolare.
mercoledì 10 febbraio 2010
Che poi va bene. Forse
Because the music they constantly play
La storia, più o meno, la sanno in tanti. Ma è talmente bella che la racconto un'altra volta.
Il 26 aprile 1986, Johnny Marr e Steven Patrick Morrissey (gli Smiths, insomma) accesero la radio, sulla BBC. Dopo un po' di chiacchiera, il dj Steve Wright riporta l'ultima notizia, fresca d'agenzia: è successo un casino alla centrale nucleare di Chernobyl, nell'URSS. Un casino serio, con morti e tutte le potenziali conseguenze del caso. Come un po' tutti quel giorno, Marr e Morrissey ci rimasero secchi. Paura, inquietudine. Panico.
Subito dopo l'annuncio della catastrofe, il dj passa I am your man degli Wham!. E magari lui non poteva farci niente, era già in scaletta e non puoi toglierla e il contratto con l'etichetta, ma insomma mette questa canzone:
Dopo qualche giorno, la carogna passò e quel che ne rimase sublimò in un singolo pubblicato il 21 luglio di quell'anno: Panic.
Nel testo, se la presero molto col povero Steve Wright:
Burn down the disco
Hang the blessed DJ
Because the music that they constantly play
It says nothing to me about my life
Hang the blessed DJ
Because the music they constantly play
On the Leeds side-streets that you slip down
Provincial towns you jog 'round
Hang the DJ, Hang the DJ, Hang the DJ
Hang the DJ, Hang the DJ, Hang the DJ
E poi Panic, diamine, ha un tiro pazzesco.
venerdì 5 febbraio 2010
Inizia per "me" e finisce per "stesso"
Se avessi un figlio e si facesse di crack perchè glielo dice Morgan (ma già a scrivere una causale del genere mi viene la dermatite), l'unica persona a cui attribuirei (una parte, o tutta, chi lo sa) colpa sarebbe?
E ditegli di no
[...]
Perché, si chiederebbero Di Pietro e Travaglio, la cena è stata nascosta a tutti, compresi i magistrati di Milano e di Palermo? E’ mai possibile, insisterebbero Di Pietro e Travaglio, che l’allora paladino di Mani pulite non sapesse chi era Contrada, al centro di numerose inchieste già in corso all’epoca della suddetta cena?
In quei giorni Di Pietro non lavorava soltanto su Craxi, ma anche sulla Sicilia; e andò persino a Rebibbia con l’allora capitano De Donno per incontrare Vito Ciancimino. Ma dell’incontro non resterà traccia. Come mai?, domanderebbero Di Pietro e Travaglio. Fatto sta che, a sorpresa, Tonino interrompe ogni rapporto con la procura di Palermo (e con le indagini sugli appalti di mafia) perché dopo la morte di Borsellino “non mi ritrovavo – sono parole pronunciate nel ’99 al processo Borsellino-ter – nel metodo d’indagine degli altri magistrati”. I quali peraltro ignoravano gli incontri eccellenti del loro collega milanese.
Via Francesco Costa.