lunedì 8 novembre 2010

Vidi il fiume Congo scavare con la testa, e una lingua d'oro tagliare la foresta

E' un paio di giorni che mi ronza per la testa un pensiero relativo alle discussioni, agli scambi di idee e ai motivi più o meno impercettibili per cui possano andare in vacca senza nemmeno passare dal via. Gli impliciti linguistici, per esempio, sono il mostro degli abissi delle incomprensioni. E le incomprensioni buttano a mare qualsiasi dialogo, quando ci si mettono. E da lì a imbufalirsi con l'interlocutore, alle teste che si mordono le code e al decidere chi porta i tarallucci e chi il vino, si fa un giro più o meno lungo. Dipende dai casi.
E come diceva quello, le parole sono importanti. Parecchio importanti.

Ieri pomeriggio, stavo perdendo tempo in chat. E la persona titolare dell'account che stava dall'altra parte, in risposta a un mio messaggio con cui evidentemente era d'accordo (si parlava di cibo, diete e perdere peso) ha scritto la seguente esclamazione: "CONGA!"
E io quell'esclamazione l'avevo notata altre volte, soprattutto online, soprattutto su FB. Ma non ne avevo mai capito il senso. L'avevo sempre liquidata come parte di un codice frequentato da ragazzi che spippolano in rete. Niente di più normale.
Epperò, visto che i pensieri sulle incomprensioni mi stavano già fastidiosamente girando per la testa, mi sono impegnato in un'attività che mi riesce particolarmente bene: spaccare i coglioni su cose poco importanti. Qui c'è la trascrizione, curiosoni.

Geffe: ma mi spieghi una cosa?

Persona titolare dell'account: dica!

Geffe: Che diavolo significa "Conga"? CIoè: cosa vuol dire e in che contesti si usa e perchè si usa. Insomma, che cazzo è? :)

PTDA: è tipo una danza

no cioè

Trenino danzante, hai presente?

Geffe: sì

PTDA: una cosa così

è nato tutta da una vignetta

in cui c'erano questi omini

che si menavano dibbestia

intervengono altri omini, a loro volta coinvolti

rissa generale

e alla fine arriva un omino col cappello di paglia in testa gridando: CONGA! e tutti si mettono a fare il trenino col sorriso

Geffe: ah ok

quindi è una roba tipo "Evviva" ma più festaiola e scema

?

PTDA: si

circa

:)

Geffe: ma se tipo tu mi dici: "ho preso 9 in tedesco!" se io rispondessi "Conga" avrebbe senso, non ce l'avrebbe o solo in parte?

PTDA: non ne avrebbe

in ogni caso

però sarebbe un espressione di mh.. gaiezza!

Geffe: lo so che sono un rompicoglioni, sono nato così e non posso che peggiorare. Però il tuo conga precedente (quello relativo al perdere peso, ndGeffe) che significato aveva, allora?

PTDA: "esatto"

Geffe: ah

PTDA: circa

Geffe: quindi è diverso anche dalla vignetta che ha originato il tutto

PTDA: a volte sì

:)

[...]



Per capire che diavolo sia sto conga, ci ho messo un po'. E ci sono delle sfumature che ancora rimangono lì a scassare le balle. E ci sono usi concreti che si sono spostati dall'origine, diciamo così, semantica del termine. E non me ne voglia la PTDA, ma dal punto di vista teorico potrebbe pure essere che la sua ricostruzione sia errata, incompleta o poco precisa. E a seguire tutto il resto. E porcoilcazzo stiamo parlando di una paroletta che circola su FB.

E insomma, io ripeto spesso -perchè ne sono molto convinto, ma non è che sia una posizione così originale, la mia- che le parole sono importanti, le cose complicate e le persone di più ancora. Però fra il ripetere e il ricordare, come diceva il mio prof del liceo quando spiegava Dante, c'è di mezzo parecchia roba. E fra il ricordare e il mettere in pratica, fiuuuuuuu. E' faticoso e stancante, e quando non soddisfa deprime un pochino.

E comunque conga.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

vedo che non sono l'unico cui l'italiano va stretto...

GF ha detto...

No beh, a me va largo. Ci fossero meno significati, meno sfumature e meno cazzinculo linguistici, sarebbe più semplicemente utilizzabile e frequentabile.
E invece.

Anonimo ha detto...

se non fosse per neologisti coraggiosi come me saremmo ancora qui con i pofferbacco e i perdindirindina...

psyco ha detto...

però, una lingua senza molti e contemporanei significati, con meno sfumature e più semplicemente utilizzabile ... sarebbe meno divertente! più piatta, più macdonald lessicale, più incatenante: dove non ci sono paradossi e possibilità di svicolare, come ti muovi? ti muovi? o cammini sempre in una stessa direzione?

GF ha detto...

Caro film di Hitchcock, hai abbastanza ragione.
Però ultimamente (per pigrizia, certo non per la dedizione a una causa linguistica) sto dando più importanza al lato, diciamo così, ingegneristico della lingua. Messaggi che partono, messaggi che arrivano. Possibilmente, senza interferenze e corto-circuiti e successivi sforzi a eliminare le suddette. Efficace, pragmatico, utile, migliorativo.
Poi un giorno mi capiterà in mano un libro di Gianni Rodari che risveglierà la mia simpatia innata per quelli che fanno casino e allora cambierò ancora provvisoriamente idea: scriverò un post per rompere i coglioni a voialtri aridi e spietati calcolatori linguistici, incapaci di apprezzare la meraviglia intrinseca della diversità e della nuance sfuggente, struggente e precipitevolissimevolmente.

Ps: se vi va, possiamo aprire il dibattito, ma senza controllare online. Quale diavolo è, il plurale di corto-circuito? O ce n'è più di uno? E corto-circuito si scrive col trattino o senza?

psyco ha detto...

cortocircuiti.
senza trattino e con il plurale solo in finale.
chi offre di più?

GF ha detto...

Mi sa che è buona la tua.