-
- I'm gonna fuck you guys up the ass and shove my cock down your throats,
- yes, you, Aurelius—you fucking cocksucker—and you too, Furius, you faggot!
- Just because my verses are tender doesn't mean
- that I've gone all soft. Sure, a poet should focus
- on writing poetry and not on sex; but does that
- mean they can't write about sex? If a poem is
- in good taste, well-written and erotic,
- it can give massive boners to hairy old men,
- not just to horny teenagers. You think I'm a sissy
- just because I write about thousands of kisses?
- I'm gonna fuck you guys up the ass and shove my cock down your throats!
- I'm gonna fuck you guys up the ass and shove my cock down your throats,
giovedì 26 novembre 2009
Pornographicus
Fiorivi, sfiorivano le viole
Purtroppo la carriera di Rino Gaetano si interruppe tragicamente con la sua morte, avvenuta a soli trent'anni, in un incidente stradale avvenuto a Roma il 2 giugno 1981. Pochi giorni prima era rimasto coinvolto in un altro scontro dal quale ne era uscito miracolosamente illeso: la sua auto, una Volvo 343, era rimasta completamente distrutta, ma egli subito ne acquistò un'altra uguale. Il secondo incidente invece si rivelò fatale: la vettura nuova di zecca si schiantò, infatti, contro un camion sulla via Nomentana all'altezza dell'incrocio con viale XXI aprile. Sia pur prontamente soccorso, in fin di vita, il cantante venne rifiutato da ben cinque ospedali, una circostanza sorprendentemente simile a quella narrata in uno dei suoi primi testi, e morì per la gravità delle ferite riportate, per giunta a pochi giorni di distanza dalla data fissata per il suo matrimonio.
mercoledì 25 novembre 2009
Ok, c'è la Champion's... però cagateci almeno una mezzora
Streaming qui.
Recentemente, ho visto qualche film
Man on wire di James Marsh. Documentario che racconta la storia del funambolo Philippe Petit. Più precisamente, di quando, nel 1974, gli venne in mente di tendere un cavo di metallo tra i tetti delle Torri gemelle, e poi di camminarci sopra per un po'. Serve altro?
Quel pomeriggio di un giorno da cani di Sidney Lumet. Tratto da una storia vera. Al Pacino, John Cazale e un terzo mettono su una rapina in banca. Il terzo, però, se la fa sotto e molla tutto all'ultimo. Va a finire com'è andata a finire nella realtà, ma le cose migliori, oltre all'interpretazione dei due attoroni, sono il rapporto dei criminali con i loro ostaggi e con la folla di curiosi ammassatasi fuori dalla banca. Gran botta, se vi gustano i film a guardie e ladri (io non guarderei altro) sparatevelo.
Quinto potere di Sidney Lumet. Licenziano il commentatore televisivo di una Tv americana. Questo sbrocca, e in diretta ne dice di ogni, tipo che la minaccia di suicidio passa inosservata. Poi, i vertici dell'azienda lo riabilitano (aveva detto cose che tutti gli americani pensano) e gli danno una trasmissione in cui deve sbroccare, e dirne di ogni. Intorno, amicizie che vanno a rane, tradimenti sentimentali e un'occhiata da vicino all'ambiente televisivo. Filmone.
(Il titolo è una citazione di Quarto potere di Welles. L'originale di Welles, però, si chiama Citizen Kane. Questo, Network.)
Ragione e sentimento di Ang Lee. Adattamento del romanzo di Jane Austen. Ci sono Hugh Grant e Kate Winslet. L'intreccio è una palla, come nei romanzi di Jane Austen. Il resto, anche. Adattamento ben riuscito, insomma.
The Wheather Underground di Sam Green e Bill Siegel. Documentario sulla combriccola di rivoluzionari più scalcagnata della storia. Americani, molto di sinistra, come le Black Panthers ma caucasici. Cominciano pacifisti e nonviolenti, finiscono terroristi e clandestini. Nel frattempo, prendono un sacco di legnate dai pigs (come li chiamavano loro) e combinano qualche casino qua e là, ma senza mai ferire o uccidere nessuno, esclusi tre dei loro membri nella progettazione di una protesta, nel 1970. Molto interessante la parte in cui si racconta di quando liberarono Timothy Leary, una delle icone di quegli anni, e grande appassionato di acidi. Consigliatissimo a chi interessa un filo quel mondo di contestazione radicale che in USA fiorì negli anni del Vietnam, e chissà come mai.
martedì 24 novembre 2009
Altro che washlet, fighetti
Allora, che fai, verifichi su internet.
E poi ci credi.
Ci sono aziende, vai a ricordarti il nome in ogni caso americane, che producono e vendono vasi sanitari progettati per la defecazione nella posizione raffigurata qui sotto.

Insomma, sono turche, solo fatte a forma della cara vecchia tazza.
Di conseguenza, uniscono la comodità del water as we know it alla maggiore igiene garantita dalle tanto snobbate turche. (Maggior igiene per la questione muscolare relativa alla divaricazione, naturalmente, non dell'ambiente circostante alla turca)
Avessi un bagno da tirare in piedi, la comprerei.
lunedì 23 novembre 2009
Magari gli sta solo antipatico
E mettiamo da parte il fatto che nelle curve italiane si assiste ogni domenica a dimostrazioni di ignoranza un tanto al chilo (ma vi si può assistere anche fuori dalle curve).
Già che ci siamo, mettiamo da parte il fatto che durante le partite contro il Livorno la curva dell'Inter, popolata da fascistoni, è solita cantare "E se saltelli muore Lucarelli" per via della fede comunista di quest'ultimo.
Ecco, messo da parte tutto ciò, qualcuno mi spiega cosa c'è di razzista nel coro "E se saltelli muore Balotelli"?
Riporta i fatti un paio di palle
Ultimamente, e pur confessando la sua stima per il giornalista, l'ha fatto Nonunacosaseria.
venerdì 20 novembre 2009
Per linkarti meglio
Non è che -come nel teatro classico, per esempio- c'erano regole da seguire e Cappuccetto rosso le ha infrante, ma si discosta un po' dalla tendenza generale. Però immagino che ogni favola lo faccia, più o meno.
Inoltre la morale c'è, dai: i piccoli devono ascoltare quello che dicono i grandi, altrimenti mettono nella merda se stessi, e pure i grandi. Ed è perfetta per ogni epoca, visto che saranno sempre i grandi a raccontarla ai piccoli.
Poi che il cacciatore sparigli le carte ok, ma allora torniamo a obiezioni tipo: perchè dovrei seguire le regole della Bibbia se poi Dio è misericordioso e mi perdona?
Clash Tonara rockers
giovedì 19 novembre 2009
Italiani all'estero
In giro, circolano le solite battute sulle difficoltà con cui il Trap conduce le sue conversazioni e sul divertimento suscitato da queste; in italiano o altre lingue cambia poco.
A me però, stavolta, ha colpito la pacata e a tratti commovente costernazione con cui si è appena messa in saccoccia una delle più brucianti e ingiuste delusioni della sua carriera. Non solo non ha alzato la voce e non ha accusato chissàchi di complotti: è rimasto tranquillo, e ha parlato col cuore in mano.
Una reazione così, a caldo perdipiù, è pura élite, è roba di gran classe. Altro che quel tamarro di Mourinho.