giovedì 5 novembre 2009

E comunque, il crocifisso non è che è fascista secondo loro: è fascista secondo la storia

Sulla temperanza e la serenità con cui si difendono posizioni personali, o addirittura relative a presunti valori fondativi eccetera eccetera, La Russa offre una lezione esemplare.

Nes-su-na

Poi ci son quelli che non vogliono sentire: come dice il proverbio, sono i messi peggio di tutti.
Per gli altri, la questione crocifisso è quella cosa qui; non una parola di più, non una di meno: nessuna legge lo prevede.

Primo: il crocifisso è un simbolo religioso, non politico o sportivo. Secondo: questo simbolo identifica una precisa religione, una soltanto. Terzo: dunque la sua esposizione obbligatoria nelle scuole fa violenza a chi coltiva una diversa fede, o altrimenti a chi non ne ha nessuna. Quarto: la supremazia di una confessione religiosa sulle altre offende a propria volta la libertà di religione, nonché il principio di laicità delle istituzioni pubbliche che ne rappresenta il più immediato corollario. Significa che fin qui ci siamo messi sotto i tacchi una libertà fondamentale, quella conservata per l’appunto nell’art. 9 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo? Non sarebbe, purtroppo, il primo caso. Ma si può subito osservare che nessuna legge della Repubblica italiana impone il crocifisso nelle scuole. Né, d’altronde, nei tribunali, negli ospedali, nei seggi elettorali, nei vari uffici pubblici. Quest’obbligo si conserva viceversa in regolamenti e circolari risalenti agli Anni Venti, quando l’Italia vestiva la camicia nera. Fu introdotto insomma dal Regime, ed è sopravvissuto al crollo del Regime.

mercoledì 4 novembre 2009

Nel frattempo, s'è provato a sfangarla

Io di Lévi-Strauss so come Pitagora di motoscafi, ma le parole con cui ha concluso una sua opera mi hanno per un momento ricordato il nostro ruolo di impercettibili scoregge rispetto agli andamenti cosmici: “Il mondo è cominciato senza l’uomo e finirà senza di lui.”

Altrimenti, uno fa altro

Se state pensando "Che palle GF, che mena sempre il torrone sulle carceri" un po' avete ragione. Qui c'è un'altra cosa da leggere, comunque.

Poi dice che quellididestra tagliano gli sprechi

Scopro da Francesco Costa -che a sua volta l'ha letto qui- che quella gigantesca, strepitosa e incommensurabile puttanata di Voyager (cerchi nei campi di grano, 2012, triangolo delle Bermuda e altre immani cazzate rifilate come divulgazione scientifica; Galileo perdonaci) non solo è pagata dai contribuenti, che già lo sapevo, ma è pure patrocinata dal Ministero dei beni culturali, vaccamadonna.

martedì 3 novembre 2009

Più di mille parole

Da oggi in poi, se un bambino mi dovesse chiedere il significato dell'espressione "disastro totale", gli farei vedere questo video:



Trovato qui, con accezioni politiche.

Zoro dice qualcosa di sinistra a Bersani

"Mo so cazzi tua"

Cose che uno si deve chiedere, prima o poi

Ma come diavolo gli è venuta in mente, a Simon e Garfunkel, The sound of silence?

lunedì 2 novembre 2009

"E senza fiatare"

Nello stesso pianeta in cui viviamo noi, Roman Abramovich ha speso 52.000 dollari (47.221.09 + mancia) per una cena in un ristorante newyorkese.

Leggere Steinbeck: mai pensare al momento della liberazione, altrimenti c'è da spaccarsi la testa nel muro

Ma se vi chiedessi una cosa come "secondo te, negli ultimi 10 anni, quante persone sono morte nelle carceri italiane? E quante di queste per suicidio?", cosa rispondereste?
Pensateci un po', fate qualche ragionamento teorico, così a naso, su quel che vi sembra ragionevole ipotizzare, naturalmente consapevoli di poter sbagliare.

Quando arrivate alle due cifre (numero di morti e numero di suicidi), cliccate qui, e buon 2 novembre.
(Statistica recuperata qui)

Ps: qui si resta in tema e si cerca, un'altra volta, di attirare l'attenzione su uno dei più clamorosi e inosservati disastri della penisola in cui viviamo.